“Foibe”
ERAN GIORNI DI SANGUE
ERAN GIORNI SENZA FINE
PERLE ORDE SLAVE L'ULTIMO CONFINE
ERAN GLI ULTIMI FUOCHI DI UNA INFINITA GUERRA
E QUEI BARBARI FEROCI VOLEVAN QUELLA TERRA
UOMINI E DONNE VENIVAN MASSACRATI
LORO SOLA COLPA ITALIANI ESSER NATI
VECCHI E BAMBINI GETTATI NEGLI ABISSI
SPINTI GIU' NEL VUOTO DAI GENDARMI ROSSI
FOIBE NELLA ROCCIA E DI ROCCIA ERA ANCHE IL CUORE
DI UN MARESCIALLO BOIA DI TANTA GENTE SENZA NOME
VENIVANO SOSPINTI CON FURORE E ODIO
VITTIME PRESCELTE PER UN VERO GENOCIDIO
E DOPO 50 ANNI HAN FINTO DI SCOPRIRE
CIO' CHE SEMPRE SI E' SAPUTO
E CONTINUANO A MENTIRE
MA NON AVRA' MAI PACE QUELLA NUDE OSSA
FINCHE' ESISTERA' L'IMMONDA BESTIA ROSSA
E' PASSATO TANTO TEMPO MA IL MIO CUORE GIOISCE ANCORA
QUANDO SIGNORA MORTE SUONO' LA SUA ULTIMA ORA
PER QUEL MARESCIALLO ASSASSINO D'INNOCENTI
PER QUEL BOIA IMMONDO AGUZZINO DI TANTI
E NON POSSO PIU' SCORDARE CHE IL MIO CUORE PIANGE ANCORA
AL RICORDO DI UN PRESIDENTE CHE HA BACIATO LA SUA BARA
PRESIDENTE DI QUELL'ITALIA CHE HA VOLUTO DIMENTICARE
CHI FU MASSACRATO PERCHE' ITALIANO VOLEVA RESTARE
Così la vergogna delle foibe sopravvive all’oblio marxista
di Redazione - giovedì 08 febbraio 2007,
Marx voleva cambiare la storia futura secondo i suoi desideri e, per raggiungere l’obiettivo, creò una filosofia della storia che, mediante la lotta di classe, metteva tutte le cose in ordine come voleva lui. I marxisti hanno fatto la stessa operazione nei vari settori in cui hanno lavorato: politica, storia, filosofia, letteratura, sociologia. La storia delle foibe è esemplare. Per cinquant’anni, come ha detto giustamente il sindaco di Trieste Roberto Dipiazza, i governi del nostro paese hanno dimenticato gli esuli. Il dramma delle foibe e degli istriani e dalmati è stato cancellato perché non trovava spazio nella storia italiana dal 1945 in poi secondo il modello della storiografia marxista che egemonizzò istituzioni, scuole, giornali. Fu cancellato non solo il fatto - le «fosse di Tito» e l’esodo degli italiani - ma anche la sua memoria.
Se cambiamo materia e passiamo dalla storia alla storia della filosofia le cose non cambiano. La Bompiani ha pubblicato «la prima e unica traduzione integrale a livello nazionale e internazionale» della classica raccolta dei frammenti dei Presocratici realizzata al principio del XX secolo da Hermann Diels e Walther Kranz. A curare per l’Italia i frammenti di Parmenide, Eraclito, Pitagora, Anassimandro, Anassimene e i tantissimi altri filosofi che sono, come disse Jean-Paul Dumont, «la memoria della nostra civiltà occidentale», è Giovanni Reale che ha fornito questa «traduzione integrale» proprio per riparare alla «manomissione del sapere filosofico», come ha detto lo stesso Reale ad Armando Torno, operata dai marxisti. Fatto, questo, in sé curioso perché da circa quarant’anni esiste in Italia una traduzione del Diels-Kranz edita da Laterza e curata da Gabriele Giannantoni, un signor filologo. Eppure, proprio questa traduzione, che è ritenuta completa, completa non lo è affatto. Molte sono le omissioni e sono trascurati i problemi filosofici, mentre ci si sofferma su cose non essenziali. Perché? Perché la filosofia italiana, dal secondo dopoguerra, nelle università è stata come sequestrata «da una precisa concezione politica che cercava di svuotare i veri significati delle idee, soprattutto di quelle forti».
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L’ateneo anti Coca-Cola vieta mostra su foibe
Il caso a Roma Tre: «Foto troppo crude». I giovani di An sfilano con le immagini al collo. Villari: doveva essere autorizzata
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Una delle immagini sulla mostra negata sulle foibe (Benvegnù Guaitoli)
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Giustificazione che però lascia perplessi alcuni «big» che nelle aule di Roma 3 insegnano.




